martedì 12 ottobre 2010

Internet Point

Trasloco praticamente ultimato. Si torna a una parvenza di normalità, presto foto e notizie.
Ovviamente niente linea, per quello i santoni di Fastweb richiedono del tempo. Nemmeno posassero le linee col loro sangue.


Bella Fiorenzuola. Si.

martedì 7 settembre 2010

Si cambia 2

Giustamente cambia anche l'intestazione del blog (no, header non lo scrivo). E probabilmente cambierà anche il tempo del verbo, ma non c'è fretta. Riuscirò a cambiare anche l'indirizzo? Chissà?!?

lunedì 6 settembre 2010

Si cambia

Tra quindici giorni vado a firmare il contratto per l'affitto della mia nuova casa.
A Fiorenzuola d'Arda, provincia di Piacenza.
Quindi per ora direi addio Occhiobello, anche se nella vita chi può dire?
Piacenza dunque. l'ultima provincia dell'Emilia. Scelta dettata da varie esigenze, prima delle quali la vicinanza a mio figlio.
Un nuovo inizio. Bene! 

domenica 4 luglio 2010

Avviso ai naviganti



È un po’ che ho preso a considerare Trenitalia un’impresa a delinquere, è una crociata personale, peggio che combattere i mulini a vento però, perché le alternative spesso sono peggiori del male. Consiglio comunque un paio di accorgimenti che possono portare qualche vantaggio e la soddisfazione di essere stati quantomeno più furbi di loro. Consolazione magra? Si, ma consolazione.
Volete viaggiare comodi? Più comodi che sul Freccia rossa? Se non avete troppa fretta prendete un biglietto di prima classe dell’Intercity che copre la stessa tratta. Si spende di meno della seconda classe del Freccia rossa (o argento), si viaggia su sedili larghi e comodi e di solito in carrozze semivuote.
Volete andare da Roma all’aeroporto di Fiumicino senza pagare l’assurdo prezzo imposto da Trenitalia? Basta dividere il biglietto in due tratte, e se non partite da Termini non dovete nemmeno cambiare treno. Un esempio:


Scommetto che se si prova con altri collegamenti tra città e aeroporti si può fare anche altrove.

venerdì 25 giugno 2010

Toccato il fondo, si può sempre scavare

Ieri sono uscito di casa per andare a vedere la partita dell'Italia da mio fratello. C'era poca gente in giro e tranquillamente mi sono diretto alla fermata dell'autobus. Accanto alla palina dell'Atac c'è un tabellone pubblicitario, non l'ho nemmeno notato troppo, che ormai con il bombardamento di immagini che c'è a volte uno fa fatica a concentrarsi. Solo dopo un po' ho registrato che era un manifesto del PD. E a quel punto non ho potuto fare a meno di fotografarlo, per quanto nell'inadeguatezza del mio cellulare.
Io non lo so se costoro stanno bene, e se hanno una pur vaga idea di cosa cazzo combinino. Mi viene da sperare di no.



martedì 15 giugno 2010

Irrevocabili decisioni

Ci sono momenti in cui tocca decidere se conservare tutto o perdere qualche pezzo per arrivare a qualcosa. Ho scelto di tagliare.

martedì 1 giugno 2010

Perché a Milano i ciclisti viaggiano sui marciapiedi?

Sarà che la maggior parte delle strade di Milano ha marciapiedi così spaziosi che ci parcheggiano sopra le macchine? O che i milanesi effettivamente non mi sembra brillino per tolleranza quando sono alla guida (e poi dicono dei romani...)? Però passare rasente alle entrate dei negozi o dei portoni a venti orari in bicicletta a me sembra da pirla.

giovedì 20 maggio 2010

il faticoso mestiere dell'immobiliarista

Ho trovato tre appartamenti che potrebbero corrispondere a quello che cerco, il primo doveva essere stato abitato da un daltonico


Il secondo, chissà per quale oscuro motivo, è stato fotografato all'infrarosso, tipo da un commando della SAS


Il terzo sembra più normale, se si eccettua l'abitatore della vasca...

Penso che potrei fare soldi con corsi di fotografia applicata per agenti immobiliari, si.




venerdì 7 maggio 2010

Appunti

Un tavolo da lavoro di dimensioni doppie a quello di ora, magari due. Col tavolo luminoso incorporato.
Una libreria grande, con i volumi divisi per argomenti. E la voglia di rimetterli in ordine ogni volta che li uso.

Ah... l'iMac nuovo, col processore Intel i7.

martedì 4 maggio 2010

Vedi napoli...

Napoli è una città che accoglie e respinge, non c'ero mai stato nonostante la vicinanza con Roma. Ho trovato un luogo che a tratti corrispondeva esattamente con l'idea che ne avevo, luoghi comuni forse, ma rispettati come si andasse a vedere una replica a teatro. Eppure c'è sempre qualcosa che sfugge. Come i gioielli che ti appaiono improvvisi, in mezzo alle case sempre un po' fatiscenti, chiese, piazze, palazzi, guglie che esplodono improvvise negli occhi. O il droghiere che ti chiede una cartolina perché ne fa collezione, che ti prepara il panino più buono del mondo e alla fine ti chiede di fare una foto insieme. O il cameriere allampanato e strascicato che sembra preso di peso da una commedia di Eduardo. O il ragazzetto che ti sfreccia come un missile sullo scooter, frenando con doppia derapata e infila un vicolo alla velocità della luce. Rigorosamente senza casco, come quasi tutti d'altronde.
E un pomeriggio a Capodimonte, quasi soli tra meraviglie incredibili, come un regalo prezioso.