domenica 4 luglio 2010

Avviso ai naviganti



È un po’ che ho preso a considerare Trenitalia un’impresa a delinquere, è una crociata personale, peggio che combattere i mulini a vento però, perché le alternative spesso sono peggiori del male. Consiglio comunque un paio di accorgimenti che possono portare qualche vantaggio e la soddisfazione di essere stati quantomeno più furbi di loro. Consolazione magra? Si, ma consolazione.
Volete viaggiare comodi? Più comodi che sul Freccia rossa? Se non avete troppa fretta prendete un biglietto di prima classe dell’Intercity che copre la stessa tratta. Si spende di meno della seconda classe del Freccia rossa (o argento), si viaggia su sedili larghi e comodi e di solito in carrozze semivuote.
Volete andare da Roma all’aeroporto di Fiumicino senza pagare l’assurdo prezzo imposto da Trenitalia? Basta dividere il biglietto in due tratte, e se non partite da Termini non dovete nemmeno cambiare treno. Un esempio:


Scommetto che se si prova con altri collegamenti tra città e aeroporti si può fare anche altrove.

venerdì 25 giugno 2010

Toccato il fondo, si può sempre scavare

Ieri sono uscito di casa per andare a vedere la partita dell'Italia da mio fratello. C'era poca gente in giro e tranquillamente mi sono diretto alla fermata dell'autobus. Accanto alla palina dell'Atac c'è un tabellone pubblicitario, non l'ho nemmeno notato troppo, che ormai con il bombardamento di immagini che c'è a volte uno fa fatica a concentrarsi. Solo dopo un po' ho registrato che era un manifesto del PD. E a quel punto non ho potuto fare a meno di fotografarlo, per quanto nell'inadeguatezza del mio cellulare.
Io non lo so se costoro stanno bene, e se hanno una pur vaga idea di cosa cazzo combinino. Mi viene da sperare di no.



martedì 15 giugno 2010

Irrevocabili decisioni

Ci sono momenti in cui tocca decidere se conservare tutto o perdere qualche pezzo per arrivare a qualcosa. Ho scelto di tagliare.

martedì 1 giugno 2010

Perché a Milano i ciclisti viaggiano sui marciapiedi?

Sarà che la maggior parte delle strade di Milano ha marciapiedi così spaziosi che ci parcheggiano sopra le macchine? O che i milanesi effettivamente non mi sembra brillino per tolleranza quando sono alla guida (e poi dicono dei romani...)? Però passare rasente alle entrate dei negozi o dei portoni a venti orari in bicicletta a me sembra da pirla.

giovedì 20 maggio 2010

il faticoso mestiere dell'immobiliarista

Ho trovato tre appartamenti che potrebbero corrispondere a quello che cerco, il primo doveva essere stato abitato da un daltonico


Il secondo, chissà per quale oscuro motivo, è stato fotografato all'infrarosso, tipo da un commando della SAS


Il terzo sembra più normale, se si eccettua l'abitatore della vasca...

Penso che potrei fare soldi con corsi di fotografia applicata per agenti immobiliari, si.




venerdì 7 maggio 2010

Appunti

Un tavolo da lavoro di dimensioni doppie a quello di ora, magari due. Col tavolo luminoso incorporato.
Una libreria grande, con i volumi divisi per argomenti. E la voglia di rimetterli in ordine ogni volta che li uso.

Ah... l'iMac nuovo, col processore Intel i7.

martedì 4 maggio 2010

Vedi napoli...

Napoli è una città che accoglie e respinge, non c'ero mai stato nonostante la vicinanza con Roma. Ho trovato un luogo che a tratti corrispondeva esattamente con l'idea che ne avevo, luoghi comuni forse, ma rispettati come si andasse a vedere una replica a teatro. Eppure c'è sempre qualcosa che sfugge. Come i gioielli che ti appaiono improvvisi, in mezzo alle case sempre un po' fatiscenti, chiese, piazze, palazzi, guglie che esplodono improvvise negli occhi. O il droghiere che ti chiede una cartolina perché ne fa collezione, che ti prepara il panino più buono del mondo e alla fine ti chiede di fare una foto insieme. O il cameriere allampanato e strascicato che sembra preso di peso da una commedia di Eduardo. O il ragazzetto che ti sfreccia come un missile sullo scooter, frenando con doppia derapata e infila un vicolo alla velocità della luce. Rigorosamente senza casco, come quasi tutti d'altronde.
E un pomeriggio a Capodimonte, quasi soli tra meraviglie incredibili, come un regalo prezioso.




giovedì 29 aprile 2010

Ricordi

Ieri è morto il papà di una mia cara amica.
Sono passati già dieci anni da quando morì il mio. Non so perché, ma avevo dimenticato una cosa e questo evento me l'ha ricordata.
Papà era già malato, sapevo che non sarebbe vissuto tanto. Una mattina, doveva essere verso la fine di giugno, mi svegliai molto presto e non avendo più sonno andai in terrazzino a guardare il sole che sorgeva. Sono stato lì per un bel po' a pensare, poi sono rientrato in casa. Da quel giorno mi sono messo la sveglia e ogni mattina guardavo il sole che sorgeva sui tetti delle case vicine, mi preparavo la colazione, prendevo un paio di vecchie guide di Roma, un quaderno e piano piano mi appuntavo itinerari. Sceglievo con cura luoghi e percorsi, non lunghi però, massimo tre o quattro punti di interesse a escursione. Per un mese sano, tutte le mattine che ho potuto.
Volevo portarci papà, volevo portarlo in gita nella sua città, nei luoghi che lui conosceva e amava, perché diventassero nostri. Per un mese ho coltivato un sogno.
Quegli itinerari poi non l'ho mai fatti con mio padre, non so, non c'è stato il tempo, non ci sono state le forze. Forse mi sono reso conto che era una solo una mia esigenza.
Gli ultimi mesi papà non ci riconosceva nemmeno più. Per anni non gli ho perdonato di essersene andato così. Forse non mi sono perdonato di non avergli detto tante cose.
Penso che cercherò quel quaderno.

Franco Raffaelli 1928 - 2000

martedì 27 aprile 2010

Low tech

Da quando la linea A della metropolitana di Roma è stata inaugurata nessuno è mai riuscito a sincronizzare i gradini delle scale mobili con i corrimano. Sul serio, sono 30 anni che se appoggi la mano salendo sulle scale mobili arrivi in cima col braccio disteso che quasi caschi in avanti.
In compenso sul Freccia Rossa la linea telefonica su tutta la tratta Milano - Roma è un'utopia. A meno che non hai un Tim, tanto per parlare di libero mercato.
E la prima fermata di Corso Francia dell'Atac ha due panchine semi-appaiate e completamente diverse, oltre a essere pulite con cadenza centennale.
per oggi ho finito...

sabato 10 aprile 2010

Il punto


Momenti migliori, momenti peggiori. Stagioni della vita, forse.
Passaggi che sembrano semplici improvvisamente ardui. Decisioni, che non mi sono mai facili.
Ma come mi ha detto Ornella: sei divorziato, hai appena fatto il passaporto e tra poco avrai anche qualche soldo. Vero, le pareti della nostra prigione siamo noi a edificarle, e siamo noi che possiamo abbatterle. Il tempo in fondo è una variabile sciocca, cos'è l'eternità di fronte ai tuoi desideri?
Occhiobello si allontana, Occhiobello si avvicina.
E se ti chiedo un cono con stracciatella e cocco non mi puoi dare un cono cocco e stracciatella, perdio!